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Il digitale cambia il modo di fare formazione
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Non sappiamo quale sarà il lavoro di chi oggi siede sui banchi di scuola. Sappiamo solo che già oggi il lavoro non è uno ed uno solo per tutta la vita, e che non si finisce mai di studiare. La velocità con cui la tecnologia innova i processi fa sì che le competenze acquisite nei percorsi formativi diventino obsolete altrettanto rapidamente. Serve dunque aggiornare costantemente le competenze “professionali”. Ma per farlo bisogna avere conoscenze di base che consentano di formarsi e di progettare in maniera efficace la propria carriera lavorativa.

Il lavoro non è un posto, è un percorso! 

Oggi in Europa e nel Nord America le persone in media cambiano occupazione, e sempre più spesso anche professione, ogni dieci anni. Anche chi lavora sempre nello stesso settore cambia ruolo e mansioni, e ha bisogno di aggiornare costantemente le proprie competenze. In una parola il lavoro è sempre meno un posto e sempre di più un percorso, e servono competenze per gestire fasi lavorative sempre più brevi, vista la velocità con cui si modificano le strutture del mondo del lavoro e con cui cambiano gli strumenti che servono per lavorare.

Il lavoro dell’uomo e la macchina

Il tema della sostituzione tra l’uomo e la macchina è uno degli esempi migliori per mostrare la difficoltà con cui prevedere come sarà il lavoro tra quindici o venti anni. Le aziende per essere competitive oggi sostituiscono le persone con le macchine con una velocità che rende impossibile fare previsioni sul livello ne sui tempi di sostituzione tra macchine e uomo. Non sapendo come sarà il lavoro tra dieci anni difficilmente possiamo sapere quali competenze specifiche serviranno.  

Il nostro orientamento professionale e scolastico

In questo contesto, Seneca costruisce tutti i suoi processi formativi finalizzati all’inserimento lavorativo a partire da un primo momento di orientamento e di ascolto. Nelle politiche per l’occupazione uno dei passaggi cruciali nei percorsi di accompagnamento al lavoro è secondo noi proprio quello dell’orientamento scolastico e professionale, nonostante in Italia da sempre i percorsi di orientamento siano scarsamente promossi e solo in parte professionalizzati. Questo modello mostra grande efficacia sia con le aziende che cercano risorse e con le persone che cercano nuove opportunità, sia nei percorsi di inclusione sociale nei quali ci siamo sperimentati: Ali per il Futuro e Rapporti Corti, (progetto contro la povertà educativa sostenuto dalla Fondazione Con il Sud) o Insieme per il lavoro (progetto di inclusione lavorativa della Città metropolitana e dall’Arcidiocesi di Bologna), progetti che partono proprio da percorsi di orientamento finalizzati alla scelta dei percorsi formativi e ai servizi al lavoro.