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E-learning vs Dad
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asili nido povertà educativa
Il contrasto alla povertà educativa passa dalla qualità del servizio alla prima infanzia
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Il bisogno ha molte dimensioni 

Si chiama multidimensionalità del bisogno, ed indica la caratteristica principale di chi si trova in stato di necessità o di povertà. 

La pandemia ha portato via un milione di posti lavoro ed ha accelerato dinamiche che aumentano la disoccupazione e le disuguaglianze sociali. Gli effetti di questi processi erano già visibili prima della crisi, ma il COVID li ha resi evidenti.

Perché si resta indietro

I motivi per cui oggi si resta indietro indietro oggi possono essere più di uno. Tendenzialmente si associa la povertà alla mancanza di risorse e quindi di lavoro, per cui si ritiene che sia sufficiente un reinserimento nel mercato del lavoro per risolvere le situazioni di disagio. Il tema vero è però come riattivare le persone che sono escluse dal mondo del lavoro. Il percorso classico che va dall’orientamento alla formazione alla riattivazione nel caso dei situazioni di disagio e povertà va accompagnato da una serie di interventi che vanno dalla sfera relazionale e famigliare a quella psicologica individuale.

La cura del Sapere

Il percorso di reinserimento va accompagnato da professionisti qualificati e sostenuto dando strumenti per sostenere le fasi di formazione o di ricerca attiva di lavoro.

Seneca in questi anni ha partecipato a molti progetti di inclusione sociale, l’ultimo di questi è Rapporti Corti, si è occupato di progetti di riduzione della povertà educativa e di accompagnamento al lavoro, di trasferimento delle competenze necessarie a trovare un impiego. La cura del sapere per noi consiste nei percorsi verso l’occupabilità, cosa diversa dall’occupazione: l’occupabilità consiste nel dare alle persone per diventare autonomi e avere le caratteristiche necessarie ad essere pronti per lavorare in azienda. L’occupabilità oggi, in un periodo di grandi trasformazioni del mercato del lavoro che obbligano tutti ad un processo continuo di aggiornamento delle proprie competenze, è l’unica caratteristica che consente alle persone autonomia, autostima e accesso alle risorse necessarie per una vita dignitosa.

Il reinserimento. Le nuove politiche per il lavoro sono anche politiche sociali

Le persone che non trovano lavoro spesso non sono occupabili, e i percorsi per il reinserimento devono essere tesi a dare loro le competenze e le capacità per esserlo, tenendo conto dei bisogni che hanno e costruendo percorsi personalizzati, gli unici in grado di fornire risultati efficaci nel tempo. Seneca ha partecipato negli anni a diversi progetti di reinserimento di soggetti in stai di disagio, mettendo a disposizione le proprie competenze di ente di formazione e di Agenzia per il lavoro. Il sistema di presa in carico “classico”, che prevede l’orientamento, la formazione e l’accompagnamento, opportunamente adattato al bisogno della persona e integrato con l’intervento di specialisti abituati a lavorare sulla dimensione sociale e individuale di chi viene accompagnato ha portato a percorsi di successo. Le politiche del lavoro se accompagnate da politiche per lo sviluppo e per la redistribuzione del reddito generato possono avere effetti redistributivi. Bisogna però che siano politiche per il lavoro e assieme politiche sociali, finalizzato cioè al reinserimento attraverso il lavoro e la formazione per competenze, con l’ìobiettivo di rendere i percorsi duraturi nel tempo.